La Dichiarazione ONU e il nuovo paradigma globale
La Dichiarazione Congiunta ONU come spartiacque storico
La pubblicazione della Dichiarazione Congiunta sull’Intelligenza Artificiale e i Diritti del Fanciullo, firmata il 19 gennaio 2026 a Ginevra, rappresenta il momento in cui la questione AI-minori è uscita definitivamente dal perimetro degli “addetti ai lavori” per entrare nell’agenda politica globale al più alto livello. Il documento è il risultato di un anno di lavoro che ha coinvolto oltre 60 istituzioni e, elemento significativo, bambini provenienti da tutte le regioni ONU.
La 5Rights Foundation ha colto con precisione il significato politico del documento: contrastando le narrazioni dell’industria tecnologica che dipingono l’AI come troppo nuova per essere governata, la Dichiarazione riafferma responsabilità già esistenti. Afferma che gli stati devono proteggere i bambini dalle violazioni dei diritti da parte di terzi, incluse le imprese, e ritiene le aziende tecnologiche responsabili di condurre valutazioni regolari dell’impatto sui diritti dei bambini per identificare e mitigare proattivamente gli impatti negativi a monte.
Il quinquennale del General Comment No. 25 del Comitato CRC, che nel 2021 ha per la prima volta collegato esplicitamente i diritti dei bambini all’ambiente digitale, fornisce il contesto giuridico entro cui la Dichiarazione si inserisce. Il documento del 2021 stabiliva che il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo dei bambini deve essere protetto dai rischi del digitale, inclusi contenuti violenti e sessuali, cyberaggressione, molestie, gioco d’azzardo, sfruttamento e abuso. La Dichiarazione del 2026 traduce questi principi nell’era specifica dell’AI generativa.
I dati dell’Internet Matters Report: “Me, Myself and AI”
Il rapporto Internet Matters del 2025, intitolato “Me, Myself and AI: Understanding and Safeguarding Children’s Use of AI Chatbots”, rappresenta uno dei contributi più completi sulla comprensione dell’uso effettivo dei chatbot AI da parte dei bambini. Il rapporto ha evidenziato che la comprensione da parte dei genitori delle capacità dei sistemi AI è spesso inadeguata, con una tendenza sistematica a sovrastimare le salvaguardie esistenti. Questo gap informativo è una delle barriere più significative alla protezione efficace dei minori.
Il ruolo dell’Hopelab: prospettive adolescenziali sull’AI generativa
Lo studio Hopelab sulle prospettive degli adolescenti e dei giovani adulti sull’AI generativa ha rivelato pattern complessi di utilizzo, entusiasmi e preoccupazioni. Gli adolescenti non sono utenti passivi dell’AI: molti di loro hanno opinioni articolate sui rischi e sulle opportunità della tecnologia. Tuttavia, questa consapevolezza non si traduce necessariamente in comportamenti protettivi, evidenziando un gap tra conoscenza e azione che è una delle sfide centrali dell’educazione all’AI.
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