Generation Alpha, Generation Beta e il divario genitoriale

I “nativi AI”: una generazione senza precedenti

La Generation Alpha (nati 2010-2024) e la Generation Beta (nati 2025-2039) sono le prime generazioni per le quali l’AI non è un’innovazione ma un dato di fatto ambientale, come l’elettricità o Internet per le generazioni precedenti. Questi bambini non “scoprono” l’AI: crescono immersi in essa. I loro giocattoli rispondono alle domande, i loro contenuti educativi sono personalizzati da algoritmi, i loro compagni di gioco includono entità artificiali.

Come evidenzia il rapporto Stanford AI Index 2025 citato da Nature, l’attività legislativa sull’AI è stata più intensa nella regione Asia Orientale e Pacifico, in Europa e nei singoli stati americani. Ma ci sono evidenti lacune: c’è stata relativamente poca attività nei paesi a basso e medio reddito, il che significa che i bambini delle regioni più vulnerabili del mondo sono anche i meno protetti dalla regolamentazione. Questa disparità globale nella protezione dei minori dall’AI è una delle ingiustizie più urgenti da affrontare.

Il divario di consapevolezza genitoriale: dati aggiornati

I dati sul gap informativo tra genitori e figli continuano a peggiorare. Come documentato, sette adolescenti su dieci nella fascia 13-18 anni utilizzano almeno uno strumento di AI generativa, ma solo il 37% dei loro genitori ne è a conoscenza. Un rapporto dello studio danese Apenstaartjaren del 2024 ha evidenziato che molti utenti delle piattaforme social sono più giovani del limite d’età ufficiale, mentre i genitori spesso credono che le condizioni d’uso siano rispettate. I dati di Herbener e Damholdt pubblicati sull’International Journal of Human-Computer Studies nel 2025 esplorano la relazione tra uso dei chatbot e connettività sociale negli studenti liceali danesi, trovando che i giovani più soli sono quelli che si rivolgono più frequentemente ai chatbot per compagnia.

Questo divario genitoriale non è semplicemente una questione di informazione: è una questione di architettura tecnologica. Le piattaforme AI sono progettate per funzionare in modo invisibile: non generano notifiche ai genitori, non producono cronologie facilmente consultabili, e le conversazioni avvengono spesso in spazi privati del dispositivo. A differenza dei social media, dove i genitori possono almeno vedere i post pubblici dei propri figli, le conversazioni con i chatbot AI sono intrinsecamente private e opache.

Blake, B.J. et al. “Parasocial relationships in children and teens.” In: Handbook of Children and Screens, Springer, 2025.

ACM FAccT 2025. “Are Measures of Children’s Parasocial Relationships Ready for Conversational AI?” 2025.

Brandtzaeg, P.B. et al. “Emerging AI individualism: How young people integrate social AI.” Communication and Change, 1:11, 2025.

Herbener, A.B. & Damholdt, M.F. “Are lonely youngsters turning to Chatbots for companionship?” IJHCS, 196:103409, 2025.

Internet Matters. “Me, Myself and AI: Understanding and Safeguarding Children’s Use of AI Chatbots.” 2025.

Journal of Psychological Science. “From Para-social Interaction to Attachment: The Evolution of Human-AI Emotional Relationships.” 48(4), 2025.

ScienceDirect. “Attachment to AI: Development of the AI Attachment Scale.” Dicembre 2025.

ScienceDirect / Elsevier. “The dangers of AI friendship: Adolescent mental health and ethical oversight.” 2025. Framework SAFEE.

UNESCO. “Ghost in the Chatbot: The perils of parasocial attachment.” Ottobre 2025.

arXiv. “Understanding Teen Overreliance on AI Companion Chatbots Through Self-Reported Reddit Narratives.” 2025.

AIBM. “AI companions and the emotional development of boys.” 2025.

IL COSTO COGNITIVO DELL’AI, L’IMPRONTA AMBIENTALE E LA FINESTRA CRITICA 0-6 ANNI


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