Il voto del Parlamento Europeo: età minima 16 e divieto dei design addittivi
La risoluzione: 483 voti a favore, una svolta storica
Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione non legislativa con 483 voti a favore, 92 contrari e 86 astensioni, esprimendo profonda preoccupazione per i rischi fisici e di salute mentale che i minori affrontano online e chiedendo una protezione più forte contro le strategie manipolative che possono aumentare la dipendenza e danneggiare la capacità dei bambini di concentrarsi e interagire in modo sano con i contenuti online.
Le proposte chiave della risoluzione includono: un’età minima digitale armonizzata a livello UE di 16 anni per l’accesso ai social media, alle piattaforme di condivisione video e ai companion AI, consentendo l’accesso ai 13-16enni con il consenso genitoriale; il divieto delle pratiche addittive più dannose e la disattivazione predefinita di altre feature addittive per i minori, inclusi infinite scrolling, autoplay, pull-to-refresh, reward loop e gamificazione dannosa; azione contro le tecnologie persuasive sotto il futuro Digital Fairness Act; il divieto dei sistemi di raccomandazione basati sull’engagement per i minori; l’applicazione delle regole DSA alle piattaforme video; la messa al bando di loot box e altre meccaniche di gioco randomizzate; la protezione dei minori dallo sfruttamento commerciale, incluso il divieto per le piattaforme di offrire incentivi finanziari per il kidfluencing; e azione urgente sulle sfide etiche e legali poste dagli strumenti di AI generativa, inclusi deepfake, chatbot di compagnia, agenti AI e app di nudità alimentate dall’AI.
Questa risoluzione rappresenta la presa di posizione più ambiziosa e comprensiva di un’istituzione democratica sui diritti digitali dei minori nell’era dell’AI. Sebbene non legislativa, stabilisce la direzione politica del Parlamento e fornisce un mandato chiaro per la Commissione Europea nel formulare il Digital Fairness Act. La confluenza tra il voto del Parlamento, il Digital Fairness Act in preparazione, l’AI Act già in vigore e la Dichiarazione ONU del gennaio 2026 crea un momento regolatorio senza precedenti per la protezione dei minori digitali.
arXiv / Nie, M. (2025). “Algorithmic Addiction by Design: Big Tech’s Leverage of Dark Patterns.” arXiv:2505.00054.
ACM NordiCHI (2024). “Growing Up With Dark Patterns: How Children Perceive Malicious UI Designs.” 66 bambini, 10-11 anni, Germania.
ACM TOCHI (2024). “We’re Not That Gullible! Revealing Dark Pattern Mental Models of 11-12-Year-Old Scottish Children.”
European Parliament (Nov 2025). Risoluzione: età minima 16 per social media e AI companion. Voto: 483-92-86.
Eurobarometro 2025. 97% giovani online ogni giorno, 90%+ europei chiede azione urgente.
Frontiers in Psychology (2025). “The impact of AI-based painting technology on children’s creative thinking.” Review sistematica.
Harvard GSE / Xu, Y. (2024). “The Impact of AI on Children’s Development.” EdCast podcast.
HEPI UK (2025). 92% studenti usa AI, 88% per compiti. Higher Education Policy Institute.
MDPI (2025). “Governing Addictive Design Features in AI-Driven Platforms.” Focus Cina.
Oñati Socio-Legal Series (2026). “A cautionary tale: Children, dark patterns and normative perspectives.”
Osborne Clarke (2025). “Digital Fairness Act Unpacked: Addictive Design.” Analisi giuridica.
PsyCh Journal / Zhang et al. (2025). “AI Reshapes Creativity: A Multidimensional Evaluation.” Wiley.
Shneiderman, B. (2022). Concetto di “creativity atrophy”.
Weizenbaum Journal (2025). “Dark Patterns and Addictive Designs.” Definizioni e framework.
WEF (2025). Future of Jobs Report 2025. Competenze essenziali 2030.
L’ITALIA COME MODELLO, I GIOCATTOLI AI E LA SORVEGLIANZA DELL’INFANZIA
Estratto da Infanzia Algoritmica: Intelligenza Artificiale, Minori e Salute di Giuseppe Siciliani Disponibile su Amazon