Le nuove frontiere legislative: dall'AI LEAD Act al GUARD Act
L’AI LEAD Act: classificare l’AI come prodotto
Tra le proposte legislative più significative in discussione al Congresso americano, l’AI LEAD Act, misura bipartisan sponsorizzata dal Senatore Josh Hawley e dal Senatore Dick Durbin, propone di classificare i sistemi AI come prodotti, creando una causa d’azione federale per azioni di responsabilità di prodotto quando un sistema AI causa danno. Questa classificazione rappresenterebbe un cambio di paradigma: le aziende AI sarebbero trattate alla stregua dei produttori di farmaci, automobili o dispositivi medici, con la responsabilità legale di garantire che i loro prodotti siano sicuri prima di metterli sul mercato.
L’implicazione per la protezione dei minori è profonda. Se l’AI viene classificata come prodotto, le famiglie i cui figli subiscono danni documentabili dall’interazione con sistemi AI — che si tratti di dipendenza emotiva, esposizione a contenuti inappropriati, grooming o autolesionismo indotto — avrebbero una base legale chiara per chiedere risarcimenti. Attualmente, le cause contro le piattaforme AI si scontrano con le protezioni offerte dalla Sezione 230 del Communications Decency Act; l’AI LEAD Act aggirerebbe questo ostacolo trattando il danno AI come un difetto di prodotto.
Il GUARD Act e il modello legislativo della Transparency Coalition
Il GUARD Act (Guidelines for User Age-verification and Responsible Dialogue Act) propone di richiedere ai fornitori di servizi AI di implementare la verifica dell’età e protocolli di sicurezza per le interazioni con i minori. Parallelamente, la Transparency Coalition Action Fund ha sviluppato un Chatbot Safety Bill modello per la stagione legislativa 2026, progettato per essere adottato a livello statale. Il modello copre i prodotti progettati come companion AI o chatbot generici con funzionalità companion-like, affrontando i rischi per la salute mentale causati da funzionalità che consentono il coinvolgimento emotivo manipolativo.
Il Trump Executive Order del dicembre 2025, intitolato “Ensuring a National Policy Framework for Artificial Intelligence”, ha segnalato l’intenzione di consolidare la supervisione AI a livello federale e contrastare l’espansione frammentata delle leggi statali. Tuttavia, ha esplicitamente escluso dalla preemption federale le leggi statali relative alla protezione dei minori nell’AI. Il successivo TRUMP AMERICA AI Act proposto dalla Senatrice Marsha Blackburn mira a codificare l’ordine esecutivo in un unico regolamento federale. La protezione dei minori rimane l’unico tema su cui l’intero spettro politico americano converge.
Il paradigma emergente: dall’Age-Appropriate Design all’AI Safety by Design
Un’evoluzione concettuale fondamentale sta emergendo nel panorama normativo: il passaggio dal modello “notice-and-consent” (informare l’utente e chiedere il consenso) a modelli basati sull’Age-Appropriate Design e sull’AI Safety by Design. Questa transizione riconosce che il consenso informato è una costruzione giuridica inadeguata quando si tratta di minori che interagiscono con sistemi AI progettati per massimizzare il coinvolgimento.
Le leggi di Age-Appropriate Design, come quella di New York e del Vermont (con date di efficacia scaglionate nel 2026-2027), impongono ai fornitori di servizi di progettare i propri prodotti tenendo conto dall’inizio delle esigenze e delle vulnerabilità dei minori, piuttosto che aggiungere salvaguardie a posteriori. I dati dei minori stanno diventando il benchmark per le aspettative dei regolatori: come osserva OneTrust, i sistemi automatizzati che interagiscono con i minori o li profilano affrontano un controllo sempre più stringente, che si tratti di istruzione, moderazione dei contenuti o servizi mirati.
Estratto da Infanzia Algoritmica: Intelligenza Artificiale, Minori e Salute di Giuseppe Siciliani Disponibile su Amazon